Di nuovi amici che a un certo punto è necessario e che pareva conoscerli già da anni, e delle loro stranezze e delle mie che andavano a braccetto;
Di un centonòve come voto che ora tutti dicono Ma centodiéci no? ma che non sanno che io il centonòve manco l’avevo chiesto, tanto che alla proclamazione con l’annuncio dei voti la mia prima parola da dottore è stata un tracotante vernacolare ‘n’gulo! ;
Dell’Africa e del “di nuovo?” e del “chi se lo aspettava?”;
Del post-Africa e dell’ “adesso come ve lo spiego?”;
Delle t-shirt giovani e colorate del Giffoni Film Festival e dell’ilarità per il giorno di festa non calendarizzato;
Della scrosciante Bobbio che ormai ci avevo perso le speranze, e di compagni occasionali di vita, gente talmente fantastica che l’idea di non rivederli più mi deprime e mi consola assieme;
Di Marco Bellocchio e di dieci giorni da favola che se avevo il dubbio Sì ma cinema o non cinema? sono tornato da là dicendo Cinema, cinema, certo che cinema;
Di un cambio di domicilio che solo chiamandolo così, cambio di domicilio, riuscivo a non esaltarmi troppo per la cosa. E a non piangere;


