Come i treni a vapore, di stazione in stazione

Pubblicato: 20 ottobre 2009 in Pensiero
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Pensavo alle stazioni.
Son quei pensieri che arrivano, magari proprio quando ne stai cercando altri. Pensieri che vanno e vengono. Pensieri come i treni.

Pensavo che il treno è stato sempre visto come simbolo del progresso socio-economico.
Pensavo che il treno fu capace di ridurre incredibilmente le distanze: la dimostrazione pratica, nell’età industriale, che il tempo e lo spazio si contraevano, riducendosi.

Pensavo alle canzoni che lo dimostrano (pensavo ad esempio a La locomotiva di Guccini, che cita “sembrava il treno stesso un mito di progresso”), ma soprattutto, pensavo, all’epica del cinema western, in cui il treno rappresenta un processo di civilizzazione.

Pensavo al film L’uomo che uccise Liberty Valance, dove si narra l’epopea di una cittadina vista trasformarsi gradualmente e completamente con l’arrivo della stazione e di tutti i rinnovamenti che essa comporta.
Pensavo al nostrano C’era una volta il west, che celebra con nostalgia la fine di quel periodo violento e arcaico con la costruzione di una stazione prima dei titoli di coda.

Pensavo che in generale i sociologi vedono il treno come anticipatore e metafora dello stesso cinema. La visione di immagini che si susseguono a gran velocità dentro la cornice di un finestrino, è quella che prenderà definitivamente piede con l’avvento del grande schermo.

Pensavo che proprio cinema e ferrovia siano stati al centro delle politiche dittatoriali di Mussolini, che vedeva nei due elementi la testimonianza di un Italia progredita. All’epoca del fascismo le libertà erano parecchio ridotte, ma se pensavi a un treno pensavi a puntualità; a ordine e organizzazione. Oggi pensi a ritardi, scioperi e sporcizia.

Poi pensavo che proprio qualche settimana fa, quando si iniziava a discutere seriamente dei pericoli per la libertà di stampa italiana,  lessi che il governo ha preparato un fondo di investimenti per le ferrovie dello stato, per ridurre ritardi ed evitare malfunzionamenti. Una coincidenza, certo. Una stupidissima coincidenza.
Che però fa pensare.

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commenti
  1. enio ha detto:

    il treno per 40 anni è stato il mio unico mezzo di locomozione. Mi ricordo quando, pendolare all’incontrario, mi recavo a TN a trovare la mia bella incontrata quel giorno a Iseo…

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