Come internet ti rivoluziona il giornalismo – dal Sexgate a Living Stories

Pubblicato: 18 febbraio 2010 in Giornalismo, Internet, Novità, Storia
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Internet, si sa, è stata la rivoluzione di fine secolo.

Una delle professioni che ne sono state scosse è quella del giornalismo: il Sexgate segnò il primo goal del giornalismo online in una partita che non si sapeva nemmeno si stesse giocando. Accadde più o meno così: il Newsweek aveva uno scoop sensazionale sui favori sessuali ricevuti dal presidente americano Bill Clinton da parte di una stagista alla Casa Bianca. Era una storia tremendamente seria, quindi la redazione pensò di cercare ulteriori conferme prima di pubblicarla.
Ma anche nell’universo giornalistico vale l’adagio “il paese è piccolo, la gente mormora”, e così le indiscrezioni sull’articolo arrivarono alle orecchie appuntite di Matt Drudge, reporter indipendente che pubblicò sul suo sito sia la notizia, sia il fatto che il Newsweek avesse deciso all’ultimo momento di non pubblicarla. A quel punto il megazine statunitense si trovò alle strette, e decise di pubblicare per intero l’inchiesta, con tutti i dettagli che Drudge manco immaginava. Ovviamente, la pubblicò online.

Da allora c’è stata una corsa dei vari gruppi editoriali all’allestimento di un proprio spazio recintato su internet, in modo che ogni scoop possa essere pubblicato prima su internet (per non farselo soffiare dai vari Drudge), e poi commentato sui giornali del giorno dopo. Sui giornali, d’altro canto, si rimanda agli approfondimenti online (video, grafici, immagini, registrazioni audio) in un gioco di rinvii fra l’universo cartaceo e quello web.

Fra l’altro, Matt Drudge fu pure il precursore del blogger moderno: sempre più spesso capita ai giornalisti di citare notizie prese dai blog più famosi. C’è addirittura la possibilità che i blogger facciano uno scoop mondiale senza muoversi dal salotto (accadde a mr. Macchianera – al secolo Gianluca Neri – pubblicando per primo il rapporto Usa sul caso Calipari senza i vari “omissis” con il quale era stato ufficialmente diffuso).

In questi giorni si fa un nuovo passo avanti: il colosso Google (c’è bisogno che vi metta il link?) lancia Living Stories, che letteralmente da vita alle storie giornalistiche ricostruendo in modo semplice e veloce, al lettore che lo volesse, tutte le fasi di una vicenda, con corredo di citazioni, files multimediali, e via informando. Viene in più data la possibilità di seguire una storia che si reputa interessante, venendo avvisati sui suoi sviluppi. Troppo sintetico?
Allora posto qui sotto il video che spiega tutto ben benino, solo che… è in inglese. Non lo parlate? Eh, ma siete tremendi! Se proprio ne volete sapere di più sull’argomento, cercate sul web.

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