Un pazzo indietro – Consigli per sceneggiatori di cortometraggi inesperti*

Pubblicato: 3 marzo 2010 in Commento, Cortometraggi, Satira spicciola

Livello base: Prendete un personaggio buono e simpatico ma alla fine fatelo morire.

Livello medio: Prendete un bambino buono e simpatico ma alla fine fatelo morire per colpa della società o dei problemi quotidiani. Il tocco “sociale ad ogni costo” è sempre fondamentale.

Livello avanzato: Prendete una bambina.
Ma non una bambina normale… fatela zoppa. O meglio cieca. Leucemica! Ecco… prendete una bambina leucemica.
Fatela girare per il paesino coi genitori. Ovviamente tutti devono conoscerla, e tutti devono volerle bene. Cacchio se no vi dicevo di prendere una bambina normale.

Persino chi fa jogging deve fermarsi a salutarla. E i vigili devono smettere di controllare il traffico per lei. Magari metteteci pure una coppia di sposi che, usciti dalla chiesa, la salutano.
Tutto questo è molto bello e molto commovente. Ora però bisogna trovare un finale… mmmm…
Ecco ecco.. magari alla fine lei ritornerà a scuola dopo le assenze giustificate dall’atroce malattia, e troverà in classe tutto il paese con striscioni e tanto giubilo a salutarla. Bello no?
Magari metteteci pure gli sposi, che per farsi riconoscere dal pubblico sono ancora vestiti da sposi. E giù tutti a piangere, e a dire “così ci si comporta”.
Bene. Con questa storia, state sicuri, parteciperete alla maggior parte dei concorsi per cortometraggi italiani (e ne sono tanti, eh?)
Soprattutto se ci mettete, ovviamente, un po’ di soldi per una bella fotografia e qualche attore famoso.

Non avete soldi? La storia di sopra vi sembra retorica e banale?
Prima di tutto, permettetemi, ma non capite nulla del circuito festivaliero italiano.
Dopodiché provate a dare un’occhiata a Un pazzo indietro (quarto livello: gli alternativi del piffero).

*inesperti dei festival italiani

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commenti
  1. KinemaZOne ha detto:

    Ah! Bellissimo. Grazie.

  2. caldofreddo ha detto:

    divertente!
    grazie.

  3. […] e il cortometraggio sociale I pochi che hanno letto questo vecchio post hanno potuto intuire cosa penso dei cortometraggi a carattere sociale. I festival […]

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