Se fai ridere non sei serio #2

Pubblicato: 15 maggio 2010 in Commento, TV
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Mi ricollego alla conclusione del post di ieri su Scrubs e sul Medical Drama, dove ho scritto che – banalmente – in Italia ciò che fa ridere viene sottovalutato; a questo proposito propongo una interessantissima riflessione del grande Andrea Camilleri, fatta durante la puntata di Che tempo che fa del 2 maggio, sull’abitudine italiana di pensare alla letteratura.

In Italia, secondo Camilleri, si coltiva da sempre un’idea della letteratura penitenziale e penitenziaria. Si associa l’idea della letteratura alla sofferenza. Riuscire invece a scrivere qualcosa che sia in grado di far ridere gli altri (e di far divertire, nel mentre, chi la scrive) è vista come cosa del tutto squalificante. Lo stesso Camilleri ama far ridere (e si vede dai numerosi aneddoti che racconta da Fazio), e quando un giorno su un treno vide una sconosciuta lacrimare dalle risate leggendo un suo libro, ammette di averla voluta baciare.

Esattamente come la penso.
Fra l’altro vi invito a guardare tutta l’intervista di Fazio al divertentissimo papà di Montalbano.

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