Speciale Nolan – Inception (entro al cinema e poi Escher)

Pubblicato: 28 settembre 2010 in cinema, Commento
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Finalmente l’ho visto. Non è stato facile aspettare sino al lunedì (ma capitemi, il lunedì i biglietti sono scontati).
Non è stato facile. Ma l’ho visto.
Nonostante la folla di tamarri, fuori al cinema, venuta ad urlare per il concerto di Gigi Finizio.
Nonostante la folla di tamarri, dentro al cinema, che per una decina di volte ha gridato “ma quel furgone sta ancora cadendo?” (solo se hai visto il film, e se non sei uno di quei tamarri, potrai capire.)

Si potrebbe fare una tesina su Inception, per le tante cose da dire.
Come scrive Luotto Preminger su I 400 Calci:

Inception: e anche il tuo professore di teoria del cinema dirà: “Un’altra tesina su Inception?!”

Inception è l’anello di congiunzione tra il Nolan serio e il Nolan dei filmoni sull’uomo pipistrello (tutt’e due registi con le palle, fra l’altro).
C’è il tema del sogno, certo, e solo su questo si potrebbe riempire un paio di post di DigiBlues. Ma ci sono anche le tematiche tipiche nolaniane.

C’è un protagonista con un senso di colpa;  una donna amata, morta; c’è un film enigmistico ad alta ingegneria dove tutto ti viene fatto capire a poco a poco.
La convenzione del tempo viene ancora una volta scardinata, raccontando una storia che si svolge nello stesso momento in tre piani dimensionali, in ognuno dei quali il tempo scorre in modo diverso.

Ma stavolta Nolan ha voluto fare lo sborone. Oltre a giocare col tempo, ma sì!, ha decostruito anche le convenzioni dello spazio.
A questo proposito, mi sembra figo far notare che il film si fregia di un paio di riuscite citazioni ad Escher.


Il paradosso della scala che sale/scende all'infinito

La più evidente, certo, è il paradosso della scala che non smette mai di salire. Il riferimento è palese.

A un certo punto del film, poi, viene presentato il personaggio di Ariadne (Ellen Page). E anche qui, ci sarebbe da divertirsi ad associare il suo nome con quello di Arianna, e con il concetto di “labirinti”. Ma se parliamo di labirinti potremmo non uscirne più.

Viene mostrata la prima esperienza di Ariadne come “architetto del sogno”. Ariadne è molto creativa e non convenzionale, per cui inizia a piegare la città su sé stessa creando un luogo ove le prospettive visive si intrecciano confusamente l’una all’altra. Un luogo che non può non far venire alla mente, ancora una volta, Escher.

Infine, e concludo, ci sono i palazzoni costruiti in riva al mare.
A un’analisi superficiale mi è venuto subito da pensare a una citazione al Villaggio Coppola e al suo abusivismo edilizio.
Poi un’amica mi ha mostrato Tropea, un’opera di Escher. Ancora lui. E allora non ci sono stati più dubbi.

Vedi anche:
Speciale Nolan – The Prestige

La voce dell’attore

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commenti
  1. ammazza che bel leiaut che ti sei fatto!!!

  2. digiblues ha detto:

    Ti ringrazio! 😀
    Era giusto per festeggiare il primo anno di blog.
    E, ok, pure per trovare l’ennesima cosa da fare che giustifichi il mio non studio.

  3. Peter Ban ha detto:

    L’ho visto l’ho visto!
    sono andato a vederlo così, senza pregiudizi; decisione dell’ultimo minuto, sono andato di corsa… ma soprattutto sono andato con la mente di un bambino che s’appresta a vedere non sa cosa.
    Tant’è che quando sono uscito ero così contento da voler comprare un lecca lecca. 🙂

    • digiblues ha detto:

      Ah che bello condividere questa sensazione!
      Anche io ero contento come un bambino fuori dal cinema. In più bisogna mettere che il film, a differenza tua, lo stavo aspettando da un po’: doppia felicità, quindi, aggiungendo l’aspettativa non tradita.

  4. R. ha detto:

    Questa tua amica deve essere proprio fica.

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