Bene, tantu bene

Pubblicato: 16 maggio 2011 in cinema, trash
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C’è un filone cinematografico che frequento poco, e che è quello dei film musicali – in particolare quelli fatti ad hoc per promuovere le canzoni dei protagonisti.
In questo filone c”è un film che ho conosciuto solo da qualche mese, malgrado sia in circolazione già da un po’ di tempo.
In questo film c’è una scena, in particolare, che credo di aver visto e rivisto estasiato almeno una trentina di volte.
In questa scena c’è pura genialità.

Vederla superficialmente non basta a sottolinearne la bellezza, quindi ho deciso di trascriverla.

Jo Donatello, dopo aver appena incontrato una ragazza sugli scogli di Mergellina, da navigato artista e corteggiatore le dedica subito una canzone con tanto di musica extradiegetica.
Finita la canzone, che in un bizzarro napoletano dice bene o male Io tu vogliu ben’, tantu ben’. Io ti amu tanto amore sai, si aspetta chiaramente un premio per la sensuale sgrammaticata serenata. Ma Sara, questa irriconoscente sconosciuta, lo spiazza da fuori campo:

– Scusa Donatello. Non perché non mi piaci, è solo che…

– Non ti è piaciuta la canzone? – chiede allora Donatello con grande auto-consapevolezza: questa è la prima motivazione che riesce a dare all’eventuale due di picche.

– No, anzi! – risponde però la bionda. – Mi è piaciuta tantissimo! – aggiunge mentre, al contempo, fa no con la testa (primi sintomi della sua schizofrenia).

Ma da qui in poi attenzione, che c’è la grande svolta.

Jo Donatello a braccia conserte

Il cantautore – che è ‘sto tipo nella foto – a questo punto domanda, con dizione impeccabile:

– Perché sei triste?

– È che penso a tutta quella gente che soffre e combatte quotidianamente per la libbertà!

– Già. Questo rattrista anche a me.

– Ma adesso basta! Via la tristezza! Non stavi forse per baciarmi?

Lo so, lo so. L’istinto razionale suggerisce ragionamenti come “Ma… ma… sei stata tu a mettere l’argomento in mezzo! E tra l’altro non c’azzeccava un catso! Mo vuoi vedé che Jo Donatello – che ripeto, è quel tipo nella foto – passa pure per quello pedante?”, ma per apprezzare questo film dovete andare oltre la razionalità.

Pure perché altrimenti non si spiegherebbe come Sara, questa malata di mente che ogni giorno, a un certo orario, deve pensare a quelli che soffrono quotidianamente per la libbertà, presenta a Jo Donatello un suo intimo amico: Don Franco. Un camorrista. A piede libero, fra l’altro.

Ora che siete stati istruiti all’arte contenuta in questa breve scena, saprete sicuramente apprezzarla di più.
Ah, il film si chiama Grazie Padre Pio ed è incentrato su Jo Donatello e su suo padre, il celebre Gigione.
Buona visione.

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