Centonòve: verbalizzando il 2011.

Pubblicato: 2 gennaio 2012 in Uncategorized

Di nuovi amici che a un certo punto è necessario e che pareva conoscerli già da anni, e delle loro stranezze e delle mie che andavano a braccetto;

Di un centonòve come voto che ora tutti dicono Ma centodiéci no? ma che non sanno che io il centonòve manco l’avevo chiesto, tanto che alla proclamazione con l’annuncio dei voti la mia prima parola da dottore è stata un tracotante vernacolare ‘n’gulo! ;

Dell’Africa e del “di nuovo?” e del “chi se lo aspettava?”;

Del post-Africa e dell’ “adesso come ve lo spiego?”;

Delle t-shirt giovani e colorate del Giffoni Film Festival e dell’ilarità per il giorno di festa non calendarizzato;

Della scrosciante Bobbio  che ormai ci avevo perso le speranze, e di compagni occasionali di vita, gente talmente fantastica che l’idea di non rivederli più mi deprime e mi consola assieme;

Di Marco Bellocchio e di dieci giorni da favola che se avevo il dubbio Sì ma cinema o non cinema? sono tornato da là dicendo Cinema, cinema, certo che cinema;

Di un cambio di domicilio che solo chiamandolo così, cambio di domicilio, riuscivo a non esaltarmi troppo per la cosa. E a non piangere;

Di nuovi amici che stavolta non erano previsti ma che pure pare già di conoscerli da anni, e delle mie stranezze e delle lo…. e delle mie stranezze;

Di un duemilaundici che sicuramente mi sono scordato qualcosa di importante ma che forse è stato uno degli anni migliori tanto che ci sto a scrivere pure una cosa che nessuno leggerà, e chi leggerà probabilmente non capirà, e chi capirà probabilmente non s’interesserà più di tanto, e chi si interesserà allora è Giulio (ciao Giulio, tutto bene? poi ti chiamo per gli auguri, il tempo che finisco di scrivere ‘sta roba);

Di un duemiladodici che sulla carta sembra essere iniziato proprio bene, e che se fosse solo interessante la metà dell’anno passato già varrebbe la pena, non dico di farci un altro post del genere (mi spiace per Giulio), ma perlomeno di dedicargli un sospiro sereno e commosso;

Per ora mi godo gli attimi di, lo dico eh?, di felicità che questi ritagli emotivi digitati sul nuovo portatile (ah sì, c’è pure il nuovo portatile) mi stanno facendo provare.

Che quando sei felice, anche se per pochi momenti, diventi subito invidiabile; che è una tortura, ché quando sei felice è uno delle poche occasioni in cui vorresti compassione.

Ma per conseguenza sei pure più sincero, per una volta, quando auguri Buon anno nuovo a tutti.

 

Che se invece farà schifo, l’anno prossimo vi scrivo buon anno, ma penso affancùlo.

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commenti
  1. Marco ha detto:

    vogliamo nuovi post!

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