Archivio per la categoria ‘blogosfera’

È facile e risaputo:

Siamo quotidianamente invasi da un’orgia di pubblicità, quindi
ci siamo assuefatti a questa invasione, quindi
non tutta la pubblicità riesce ad attirare la nostra attenzione, quindi
i pubblicitari si ingegnano a trovare modi sempre diversi per farci guardare i prodotti che pubblicizzano, quindi
non di rado usano la tattica della provocazione per colpirci a sorpresa, quindi
se la pubblicità è abbastanza provocatoria, magari anche offensiva, ne parleremo in giro indignati (o ammirati a seconda dei casi), quindi
creeremo piccoli o grandi dibattiti su quello che abbiamo visto, MA
si rischia di parlare più della campagna pubblicitaria che del prodotto pubblicizzato, facendo più pubblicità all’agenzia pubblicitaria che al prodotto per cui si è pensata quella provocazione.
Complicato?

Come corollario, c’è da dire che spesso la forsennata ricerca di provocazione può arrivare a risultati che mettono il naso oltre la soglia standard di quello che è definito “il buon gusto comune”. Ma veniamo alla pratica.

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Lars Von Trier a braccia conserte

Lars Von Trier a Cannes ha fatto un’uscita infelice, ed è chiaro; ma non so quanto sia stato giusto sottrargli medaglie ed onori e mandarlo a pulire i cessi. Se da una parte ritengo corretto che il festival, pur cacciandolo, abbia voluto tenere il suo film, dall’altra non sono sicuro che ritenerlo persona non gradita sia stata una mossa giustificata. In fondo ha mica fatto apologia del nazismo? Ha solo detto che “come uomo” capiva i tormenti di Hitler.

Ma forse parlo da Italiano, e quindi da uno che è abituato a sentir dire di tutto da personaggi di ogni sfera sociale senza causare poi tanti imbarazzi.

C’è chi è convinto che la gaffes di Von Trier sia dovuta a una sorta di doppia personalità: il regista ha creduto a lungo di essere un ebreo, perché figlio di un comunista di origine ebrea. Poi, una volta cresciuto, scoprì dalla madre che il suo vero padre era un tedesco. È come se una parte di sé si sentisse oppressa dall’altra, che a sua volta è più cinica, spietata. L’una pronta a disobbedire alle regole auto-imposte dall’altra.

È una teoria. E non poteva che essere di Leonardo, che addirittura ha analizzato il discorso galeotto di Von Trier distinguendone una parte “Israel” da una “Nazi”:

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Ieri notte ho ritrovato su La7 un classico della fantascienza: il grande Ultimatum alla terra. Quello vero, di cinquant’anni fa; non il remake che non ho avuto ancora il coraggio di guardare. Ma un momento, non era di questo che volevo scrivere.

Oggi KinemaZone ha finalmente pubblicato la classifica di quella che è stata poi battezzata come Hot Water Discovery Competition, ossia i migliori quindici film di fantascienza della storia del cinema. La classifica è stata stilata raggruppando, sommando e valutando le preferenze personali che lo staff di KinemaZone ha richiesto a blogger, registi, giornalisti, filmaker, sceneggiatori…

Inoltre, come ogni competition che si rispetti, ci sono anche varie menzioni avulse dalla classifica ufficiale.
Anticipo solo che Ultimatum alla terra rientra ovviamente nella quindicina. Ma ammetto anche che io, quando il buon Carcavallo mi ha chiesto le preferenze in quanto giurato appartenente al reparto cosiddetto “tecnico-applicativo”, dimenticai di citare il film di Wise. Menomale che c’erano altri ventiquattro giurati dalla memoria meno pigra della mia.

Secondo Roberto La Pira, Il Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha ritenuto ingannevole l’ormai noto spot della partita di scacchi fra omozigoti (qui la pronuncia del Giurì).

Nell’attesa delle motivazioni di questa pronuncia, qui sotto posto un video che analizza semioticamente questa pubblicità – pubblicato su youtube un mese prima che arrivasse la decisione del Giurì.

Roberto Benigni, durante il suo intervento nella prima puntata di Vieni via con me, ha usato tre battute prese da Spinoza, citando il sito e ringraziando i ragazzi di Spinoza che “mi fanno sempre morir dal ridere”. L’avrà fatto forse per non essere messo alla berlina come Luttazzi, ma confesso di averlo apprezzato. E non sono il solo, visto che sul forum del sito si legge:

Benigni ha chiamato la direzione tutte le volte che ha deciso di attingere alle battute di Spinoza e da quel che mi è concesso sapere è stato sempre e in tutto irreprensibile e corretto.

E a Spinoza piace il suo interessamento.

Leggi anche:

– Luttazzi e il web che smaschera sul caso dei plagi di Luttazzi
Grammar Nazi
sul promo di Vieni via con me

L'uomo pipistrello a braccia conserte

Quando uscì Batman Begins, in Italia il film arrivò col nome americano, che era fico e bene o male facile da pronunciare.
Per The Dark Knight, si volle sacrificare il gioco di parole (Knight/Night) per tradurre semplicemente Il cavaliere oscuro.
Ora, per chi non lo sapesse, il terzo Batman di Nolan si chiamerà The Dark Knight Rises, e quelli de I 400 calci provano ad immaginare come si comporteranno i sagaci “traduttori di titoli di film stranieri”.

Tra le opzioni più probabili:

– Il cavaliere oscuro si indurisce;
– Il cavaliere oscuro è diventato un ometto;
– Il cavaliere oscuro fa l’alzabandiera;
– Si potrebbe anche fare una facile e simpatica rima con “oscuro”;
– Occhio, malocchio, cavaliere oscuro e finocchio / Il commissario Lo Pipistrello / Vieni avanti Christian Bale;
Il cavaliere oscuro 2 e vaffanculo a’ssoreta.

Fortunatamente si lasciano anche un’ultima – forse la migliore – possibilità:

– Tanto alla fine lo terranno in inglese, per forza.

Quando parlando del cortometraggio Disabili ho scritto della mia insofferenza verso la tematica “sociale a tutti i costi”, mi riferivo (nei casi estremi) a cosette come questa:

E vi prego – vi prego! – non venitemi a parlare di buone intenzioni.

Visto su Davebog.

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