Archivio per la categoria ‘Internet’

In caso di incidente nucleare con rilascio di radiazione, per poter sopravvivere bisogna seguire delle dettagliate regole stabilite da un codice di radioprotezione: cercarsi un rifugio in cui chiudersi; sigillare gli ingressi; fare una dieta ferrea priva di latte e formaggi freschi, insalate, carni e pesci; chiudere ogni impianto di ventilazione o riscaldamento.

Sette ragazzi hanno deciso di testare per un mese questo incubo: immaginandosi di essere sopravvissuti a un incidente nucleare, si sono rinchiusi in un unico posto seguendo tutti i regolamenti del codice, raccontando giorno dopo giorno le privazioni e i disagi che provano personalmente.

I pazzi siete voi. No, non è solo la risposta a quello che probabilmente state pensando; è anche il nome dell’iniziativa di questi ragazzi, che ha un proprio sito aggiornato quotidianamente con diari, video, lo streaming continuo delle loro giornate, e le varie informazioni sul progetto.

L’idea è interessante anche per la sua componente chiaramente provocatoria: i ragazzi si sono rinchiusi il 12 maggio e usciranno precisamente dopo un mese, quando avranno un motivo in più per andare a votare al referendum per il nucleare. Se a quel punto ci sarà, fra chi li ha seguiti online, qualcuno che avrà ancora voglia di votare NO (dicendo quindi sì al nucleare)… beh allora i pazzi non sono solo loro.
Sono anche pazzi nostri.

Visto su CaffèNews

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A pensarci, è un po’ come quel bambino grassone che a scuola quasi si stirava un braccio ogni volta che voleva farsi notare dal maestro; sapeva rispondere alla domanda che aveva fatto fare scena muta ad uno di noi poveri asini, e quindi scalpitava nel voler rompere trionfalmente l’imbarazzo.

Non gli si possono dare tutti i torti. Quando siamo piccoli non capiamo bene perché si deve studiare, lo facciamo e basta. E allora quei piccoli momenti di gloria scolastica ripagavano quel grasso, anche brutto, ragazzino per le ore passate a leggere e rileggere libri, quando poteva tranquillamente scendere in strada a giocare con gli altri che non eccellevano a scuola ma che sicuramente hanno passato un’infanzia migliore di quello stupido grasso sapientone del cazzo. Anche brutto.

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Secondo Roberto La Pira, Il Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha ritenuto ingannevole l’ormai noto spot della partita di scacchi fra omozigoti (qui la pronuncia del Giurì).

Nell’attesa delle motivazioni di questa pronuncia, qui sotto posto un video che analizza semioticamente questa pubblicità – pubblicato su youtube un mese prima che arrivasse la decisione del Giurì.

Roberto Benigni, durante il suo intervento nella prima puntata di Vieni via con me, ha usato tre battute prese da Spinoza, citando il sito e ringraziando i ragazzi di Spinoza che “mi fanno sempre morir dal ridere”. L’avrà fatto forse per non essere messo alla berlina come Luttazzi, ma confesso di averlo apprezzato. E non sono il solo, visto che sul forum del sito si legge:

Benigni ha chiamato la direzione tutte le volte che ha deciso di attingere alle battute di Spinoza e da quel che mi è concesso sapere è stato sempre e in tutto irreprensibile e corretto.

E a Spinoza piace il suo interessamento.

Leggi anche:

– Luttazzi e il web che smaschera sul caso dei plagi di Luttazzi
Grammar Nazi
sul promo di Vieni via con me

Appena si seppe della notizia dell’ormai celebre video che smaschera i plagi di Luttazzi avevo pensato di scriverci qualcosa. Poi ognuno ha detto la sua, il video ha fatto il giro del web, e mi sembrava superfluo aggiungere altro. Fra l’altro dopo i due post sul suo rapporto coi Griffin (qui e qui) poteva sembrare che io ce l’avessi col comico quando, almeno fino a poco fa, lo stimavo profondamente. Ma una riflessione (di cui pure qualcuno avrà probabilmente già scritto) bisogna farla: al popolo del web non si sfugge. Una dei pregi di internet, e della sua interattività, e proprio questo: se dici  una sciocchezza sta sicuro che prima o poi la cybergiustizia ti becca. Anche se la sciocchezza la dici su un altro mezzo, giornale o televisione che sia. Il caso di Luttazzi, smascherato dagli stessi ammiratori, è esemplare.

Ma esemplare è anche il mettere alla gogna l’orwelliana manipolazione che il tg1 (e non solo lui) ha fatto per la notizia dei sette anni di carcere a Dell’Utri. Chi è abituato alla ricezione passiva della tv, si è subito il servizio e stop. Su internet no. Su internet queste cose subdole si notano e si fanno notare. Anzi, a volte il gioco tende a degenerare: lo sbugiardare crea una sorta di goduria intellettuale, tanto che a volte si esagera diffondendo notizie nemmeno accertate per il solo fatto che sembrano rivelare cose taciute dai tg ufficiali (due casi per tutti: l’emendamento D’Alia, e il recente emendamento 1707, che ancora circolano indisturbati nel web).

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Tempo fa parlai di un nuovo modo di fare serialità: stavano (e stanno) spopolando sempre più sit-com dove gli attori vengono ripresi da un’unica telecamera, quasi come fossero costantemente spiati da una webcam nella loro quotidianità. Facendo un breve excursus (sicuramente abbozzato e incompleto) partii da Camera Cafè per arrivare alla web series Travel Companion, sulla quale aggiunsi:

Non è facile emergere fra tutte le proposte della rete, quindi non posso assicurare che sia la prima sit-com italiana di questo tipo, ma di sicuro è un progetto interessante (oltre che divertente).

A questo proposito, mi è capitato di scoprire che no, non è la prima sit-com italiana di questo tipo. Anzi ho scovato una serie precedente, anch’essa ambientata totalmente in automobile.

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Leggi anche: Le vittorie di Avatar – non mi piace ma è un capolavoro