Archivio per la categoria ‘Novità’

Nel sistema occidentale in cui viviamo, siamo abituati a una vita frenetica. E fin qui ci siamo.

Mi accorsi, però, che c’è una parte di mondo che sta cercando una via alternativa. E me ne accorsi solo quando in Italia uscì il romanzo (poi film) Caos calmo; e quando, poco dopo, al festival più importante della nostra nazione volò fra i primi posti una canzone che finalmente urlava: “Io / voglio una vita tranquilla / perché è da quando son nato / che son spericolato”, evidente risposta a un popolare pezzo di Vasco Rossi.

Quel libro, quel film, quella canzone, mi aprirono a un mondo di cui ho saputo come al solito in ritardo: lo slow movement, e quindi lo slow food, lo slow travel, eccetera. Tutto molto interessante. Insomma, per dirla alla Massimo Troisi in Ricomincio da tre: “Andate piano!”
Ma, come al solito, a volte si esagera.

Leggo stamattina su un blog del Fatto Quotidiano che in una chiesa tedesca stanno suonando un brano chiamato As slow as possible. Lo suonano dal 2001; smetteranno nel 2640. La sola pazienza non basterà per ascoltarlo tutto.

Qui il post con tutte le spiegazioni.

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– Ma che fai? Guarda che dovevi andare a destra.
– Non ti accompagno a casa.
– Come non mi accompagni?
– Guardami in faccia. Non noti niente?
– Senti, per piacere…
– Guardami in faccia.
– Io tengo fame!
– E guardami!
– Ti sto guardando, Savè, fai schifo, come sempre. Accompagnami a casa.
– Non lo vedi il sorriso?
– Il che?
– Il sorriso! Sto sorridendo.
– (pausa) Io non lo volevo nemmeno il passaggio, Savè.
– Oggi ti porto a mangiare con me!
– Savè, ti giuro, fammi scendere, non dico niente a nessuno.
– Angelo…
– Savè…
– Reggiti forte…
– Saverio…
– Mi hanno dato una promozione!
– Ma vafanculo, Savè.

– Ora passiamo a prendere Luca e vi porto a mangiare una bella pizza in un posto che so io.
– Eh…
– Che c’è?
– Non per fare il guastafeste, ma il fatto è che sono celiaco. Io la pizza non me la posso mangiare…
– Ah già, sei celiaco.
– E lo so…
– Ma che problema c’è? Lasciamo perdere la pizza. Conosco un ristorantino dove fanno la spaghettata migliore di Napoli.
– Eh…
– Nemmeno la spaghettata?
– Quella è proprio la farina di grano che non posso pigliare.
– Vabbuò, Angelo, pigliamo il toro per le corna. Ci facciamo il classico panino e birra, che ne dobbiamo fa del primo piatto?
– Eh…
– Ah già… il panino!
– Veramente anche la birra…
– Che ce mettono la farina dentr’a birra?
– No, però c’è comunque il glutine… e io a quello sono intollerante.
– E tu ti pigli qualche altra cosa, Angelo. Pigliati un whiskie, che ti posso dire.
– Potessi berlo…
– Un rum.
– Niente da fare.
– Una vodka.
– Come se avessi accettato.
–  ‘Nu cannuolo siciliano!
–  Ritenta.
– ‘Na porzione di patate fritte!
– Possono essere contaminate.
– Un po’ di zucchero a velo!!!
–  Può essere rischioso…
(la macchina frena bruscamente.)
– Scendi da questa macchina!

Ludovico Verducci lancia Senza glutine, un’applicazione per iPhone che permette di trovare locali per celiaci nelle vicinanze.

Il social network guardone

Pubblicato: 19 maggio 2010 in Internet, Novità
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Questo grafico di moveon mostra in modo semplice cos’è cambiato nelle impostazioni sulla privacy di Facebook.

Aggiornamento (27.05.10) – Leggo da Mantellini che “il povero Mark dice che si è sbagliato. E che prossima settimana Facebook cambia per la milionesima volta le opzioni sulla privacy.”

Una vecchia teoria sostiene che Paul McCartney sia in realtà morto in un incidente nel ’66 e sostituito da un sosia.
Con le dovute schiaccianti prove cialtrone alla Dan Brown si potrebbe ricavarne un redditizio romanzo thriller-storico.

Ma volendo abbandonare il realismo, provate ad ascoltare questa:
E se Paul fosse uno zombie rianimato da John Lennon (a sua volta morto vivente)?
E se girasse il mondo a fare concerti per i suoi fan, per poi nutrirsi delle loro carni?
E se nei panni del più importante cacciatore di zombie inglese non ci fosse Dylan Dog, ma addirittura Mick Jagger?
E se complicassi tutta la trama inserendo una Yoko Ono ninja e addirittura Gesù?

Beh… anche questo libro venderebbe parecchio.
Anzi, una casa di produzione cinematografica potrebbe addirittura pensare di farne un film.

Fosse ancora vivo, avrebbe compiuto 70 anni una settimana fa.

Sempre più sono le manifestazioni organizzate in onore di Fabrizio de André. La sua morte ha aperto un nuovo nauseabondo mercato, in cui il crinale fra l’ammiratore sincero e il cinico approfittatore è spesso solo un pretesto. Ma fra tutti, c’è un evento che mi sembra di particolare interesse (e non solo il solo a pensarlo): una mostra al museo dell’Ara Pacis che inizia da oggi e dura fino al 30 maggio.

Qui il video di presentazione.

Internet, si sa, è stata la rivoluzione di fine secolo.

Una delle professioni che ne sono state scosse è quella del giornalismo: il Sexgate segnò il primo goal del giornalismo online in una partita che non si sapeva nemmeno si stesse giocando. Accadde più o meno così: il Newsweek aveva uno scoop sensazionale sui favori sessuali ricevuti dal presidente americano Bill Clinton da parte di una stagista alla Casa Bianca. Era una storia tremendamente seria, quindi la redazione pensò di cercare ulteriori conferme prima di pubblicarla.
Ma anche nell’universo giornalistico vale l’adagio “il paese è piccolo, la gente mormora”, e così le indiscrezioni sull’articolo arrivarono alle orecchie appuntite di Matt Drudge, reporter indipendente che pubblicò sul suo sito sia la notizia, sia il fatto che il Newsweek avesse deciso all’ultimo momento di non pubblicarla. A quel punto il megazine statunitense si trovò alle strette, e decise di pubblicare per intero l’inchiesta, con tutti i dettagli che Drudge manco immaginava. Ovviamente, la pubblicò online.

Da allora c’è stata una corsa dei vari gruppi editoriali all’allestimento di un proprio spazio recintato su internet, in modo che ogni scoop possa essere pubblicato prima su internet (per non farselo soffiare dai vari Drudge), e poi commentato sui giornali del giorno dopo. Sui giornali, d’altro canto, si rimanda agli approfondimenti online (video, grafici, immagini, registrazioni audio) in un gioco di rinvii fra l’universo cartaceo e quello web.

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