Archivio per la categoria ‘Pubblicità’

È facile e risaputo:

Siamo quotidianamente invasi da un’orgia di pubblicità, quindi
ci siamo assuefatti a questa invasione, quindi
non tutta la pubblicità riesce ad attirare la nostra attenzione, quindi
i pubblicitari si ingegnano a trovare modi sempre diversi per farci guardare i prodotti che pubblicizzano, quindi
non di rado usano la tattica della provocazione per colpirci a sorpresa, quindi
se la pubblicità è abbastanza provocatoria, magari anche offensiva, ne parleremo in giro indignati (o ammirati a seconda dei casi), quindi
creeremo piccoli o grandi dibattiti su quello che abbiamo visto, MA
si rischia di parlare più della campagna pubblicitaria che del prodotto pubblicizzato, facendo più pubblicità all’agenzia pubblicitaria che al prodotto per cui si è pensata quella provocazione.
Complicato?

Come corollario, c’è da dire che spesso la forsennata ricerca di provocazione può arrivare a risultati che mettono il naso oltre la soglia standard di quello che è definito “il buon gusto comune”. Ma veniamo alla pratica.

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Se Ikea attira, Eataly provoca ed EasyJet sfotte.

Tutto è cominciato con la multinazionale svedese dei mobili, che per pubblicizzarsi lanciò la provocatoria e ormai famosa immagine di due uomini fotografati mano nella mano sotto lo slogan Siamo aperti a tutte le famiglie. La campagna saltò agli occhi anche per la spropositata reazione del sottosegretario alla Famiglia Giovanardi, che riteneva offensiva verso la nostra Costituzione quest’uso della parola “famiglie”.

Sull’onda della polemica si è inserita anche Eataly che promosse una sua campagna pubblicitaria (nella foto).

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La Volkswagen, storicamente attenta alle proprie campagne pubblicitarie, per reclamizzare la nuova Passat fa uscire questo simpatico spot che ha protagonista un piccolo Dart Fener e che fa subito il giro del web:

Dopo poco, la Marvel fa uscire uno spot molto simile, che pure ha l’effetto virale della prima. Scoprite le differenze.

Secondo Roberto La Pira, Il Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha ritenuto ingannevole l’ormai noto spot della partita di scacchi fra omozigoti (qui la pronuncia del Giurì).

Nell’attesa delle motivazioni di questa pronuncia, qui sotto posto un video che analizza semioticamente questa pubblicità – pubblicato su youtube un mese prima che arrivasse la decisione del Giurì.

Quando parlando del cortometraggio Disabili ho scritto della mia insofferenza verso la tematica “sociale a tutti i costi”, mi riferivo (nei casi estremi) a cosette come questa:

E vi prego – vi prego! – non venitemi a parlare di buone intenzioni.

Visto su Davebog.

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Visto da: I Believe In ADV

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P‘apparì ce vonn’e sord’ p’apparà

Nonostante tutto, provo sempre un leggero senso di orgogliosa soddisfazione quando scopro l’italianità di alcune popolari invenzioni.

Ultimamente, per via di un jingle pubblicitario che mi si era incagliato nel cervello, ho scovato la storia di Mah-nà mah-nà, originalmente chiamata Viva la sauna svedese. Ideata da Piero Umiliani (ma portata al successo dai Muppets) faceva parte della colonna sonora di uno “pseudo-documentario soft porno” del ’68 sulle abitudini sessuali svedesi.

Qui maggiori dettagli, e sotto la gag del Muppets Show.