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Brezsny

Pubblicato: 17 dicembre 2010 in Satira spicciola
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Rob Brezsny

Ariete: Un giorno mio cugino Michele annaffiava piante in giardino. Il sudore gli aveva inzuppato la bella camicia rosa come un savoiardo.
Mentre potava, con sofferta soddisfazione pensava alle parole di Herman Hesse, Non è facile avere un bel giardino: è come governare un regno.
E non fu facile infatti. La distrazione coglie impreparato anche il più scaltro, e mio cugino Michele si trovò a potare piante che non gli appartenevano: quelle della vicina.
Che l’erba del vicino è sempre più verde è risaputo, ma si sa pure che non bisogna oltrepassare i limiti. Per cui la vicina, andando su tutte le furie, strappò le cesoie dalle mani callose di mio cugino, infilzandogliele nel cuore. L’umida, ma comunque bella, camicia rosa di Michele fu rovinata dal rosso del suo sangue sorpreso.

“Rosso di sera, sta andando a fuoco una montagna” diceva Jack London. Che valga come consiglio, Ariete: non indossare mai il rosso sul rosa.

 

E va bene, questa qui sopra è esagerata e l’ho inventata io. Ma se non mi fossi fatto prendere la mano sul finale, difficilmente l’avreste potuta distinguere dagli oroscopi di questo illustre tizio (nella foto a braccia conserte).

Il futuro è qui, comincia adesso

Pubblicato: 1 settembre 2010 in Satira spicciola, video

Essendo questo un blog (che si ritiene) interessato ai mass media e alle loro evoluzioni, non potevo non postare il video di presentazione di quello che si preannuncia come lo strumento più rivoluzionario e innovativo del ventunesimo secolo (il video è in spagnolo, ma è comprensibile).

È mattina. Onofrio sta dormendo sotto un albero. Ha addosso una coperta che lo copre dai piedi al collo.

Improvvisamente gli arriva in testa una pietra.

– Ma che cazz…

– Onofrio!

– Chi ha lanciato ‘sta pietra, mannaggia ‘a…

– Non bestemmiare, Onofrio: Io sono Dio.

(stupito) Chi? (si fa il segno della croce)

– Dio! Il tuo creatore.

– Dio? (emozionato) Veramente? Vi giuro, io ho letto tutti i vostri libri; ben scritti.. bei personaggi… l’esodo, la genesi… i vangeli forse, un poco poco più noiosi, ma però pure quelli… belli belli belli! …Ssssentite, io tengo il piede destro con le dita tutte storte, una cosa poco bella da vedere, e niente!, vi volevo domandare se…

– Non perdiamo tempo, Onofio!

– …te pareva! (offeso)

– Voglio affidarti una missione.

(sorpreso) Una missione? A me?

– Tu sei orfano, Onofrio. Io non posso ridarti i tuoi genitori, ma posso dirti da quale grande personaggio biblico discendi. Hai un illustre antenato, caro Onofrio.

(emozionato) No! Veramente.. ma… ma chi, chi? Gesù? Abramo? Giuda Maccabeo? Chi?

– Quasi! Tu discendi dal grande Noè (Onofrio, deluso, torna a dormire). Ho intenzione di fare un diluvio qui a Napoli e… Onofrio! (Onofrio finge di dormire, quindi gli arriva un’altra pietra)

(prima si lamenta, poi svogliato, si tira a sedere) Scusate, dottò! Ma io non sono il tipo… sì la barca ce l’ho, ma è piccola… dove li metto gli animali? Ma poi non li sopporto, puzzano, consumano, fanno rumore…

– Ma tu non metterai gli animali sulla barca.

(sorpreso) Ah, no?

– Ci metterai la spazzatura. (Onofrio torna a dormire) Prenderai la barca che… Onofrio! (pietra)

– Aé, ingegnè! Ho capito che siete senza peccato, ma mo state approfittando!

(altro…)

Leggi anche: Le vittorie di Avatar – non mi piace ma è un capolavoro

Di tanto in tanto mi capita di ascoltare canzoni strane.
Hanno buone intenzioni, spesso la musica trascina, ti rallegra una mattinata; l’unico piccolo difetto è che i testi sono pieni zeppi di banalità.
Ma non è questo che mi sconcerta, quanto il fatto che la maggior parte delle volte che sento una canzone di questo tipo, scopro che l’ha scritta Jovanotti.
Alla fine non ho potuto fare a meno di immaginarmi come avvengano queste “collaborazioni” del buon Lorenzo con le altre popstar italiane.

Casa Cherubini, 2003

“…l’amore è
la luce che uno ha dentro di sé…”

No, no, no, ma che moloch sto scrivendo? Che mi vuol dire questa canzone?
Niente, oggi non riesco ad essere ispirato. Un nervoso!
Stasera al concerto sbaglierò l’intonazione di Serenata Rap e darò la colpa a Saturnino.
E voglio vedere se ha pure da ridire, quel figlio di una convenzione!

Squill! Squill!

Pronto!
Chi parla?
Rosalino? E che nome pirla è?
Ah, Ron, sei tu? E dici Ron, fratello! Mica posso ricordarmi tutti i vostri nomi?
Pensa che io pure da mia figlia mi faccio chiamare Jovanotti, se no mi confondo.
Comunque come ti butta? Alla fine l’hai perdonata la tua tipa?
Come perché? Avevo sentito dire che era caduta in un brutto giro…
Me l’ha detto Saturnino!

Mah, chiedi a lui… va in giro a raccontarlo a tutti!

Allora? Perché mi hai chiamato?
Certo che conosco Syria. Che le è successo?
Una crisi creativa? Guarda, non so nemmeno cosa vuol dire. A me i testi delle canzoni escono così!
Ah, ha bisogno di una canzone per Sanremo.
Senti, chiamala e dille che è una ragazza fortunata, perché non c’è niente che ha bisogno.
Già l’anno scorso l’ho aiutata con un testo, e proprio oggi stavo pensando a una canzone fatta apposta per lei… la dovresti leggere! Un testo geniale!
Domani passa per casa. Se non ci sono ti fai aprire da Aracne, la governante.
Vedi che il testo l’ho poggiato provvisoriamente nel bidone dell’indifferenziata.
Esatto, dove due anni fa ti feci trovare quello che scrissi per te.
Portalo a Syria e fammi sapere!
E di che mi ringrazi? Figurati…
Poi mi sento con lei per qualche altro tipo di collaborazione. Mi capisci, no?
Ciao fratello! Positivo, mi raccomando!

Click

Mah… chissà che non ci caschino!

Villa Cherubini, 2010

“Ho visto un posto che mi piace:
si chiama Mondo!”

No, no, no… ma che è ‘sta canzone? che mi prende? Sembra uno dei pensierini che scrivevo da piccolo. Sembra uno dei pensierini di Saturnino oggi!
Così non va proprio…

Squill! Squill! Squill!

Pronto, chi parla?
Cesare? Ma che è, uno scherzo?
Ah… Lunapop, sei tu? Che succede?
Una crisi creativa? E che sarebbe?

eccetera, eccetera…

Leggi anche:
Fantasia su un’eventuale chiacchierata con Giacobbo

Livello base: Prendete un personaggio buono e simpatico ma alla fine fatelo morire.

Livello medio: Prendete un bambino buono e simpatico ma alla fine fatelo morire per colpa della società o dei problemi quotidiani. Il tocco “sociale ad ogni costo” è sempre fondamentale.

Livello avanzato: Prendete una bambina.
Ma non una bambina normale… fatela zoppa. O meglio cieca. Leucemica! Ecco… prendete una bambina leucemica.
Fatela girare per il paesino coi genitori. Ovviamente tutti devono conoscerla, e tutti devono volerle bene. Cacchio se no vi dicevo di prendere una bambina normale.

Persino chi fa jogging deve fermarsi a salutarla. E i vigili devono smettere di controllare il traffico per lei. Magari metteteci pure una coppia di sposi che, usciti dalla chiesa, la salutano.
Tutto questo è molto bello e molto commovente. Ora però bisogna trovare un finale… mmmm…
Ecco ecco.. magari alla fine lei ritornerà a scuola dopo le assenze giustificate dall’atroce malattia, e troverà in classe tutto il paese con striscioni e tanto giubilo a salutarla. Bello no?
Magari metteteci pure gli sposi, che per farsi riconoscere dal pubblico sono ancora vestiti da sposi. E giù tutti a piangere, e a dire “così ci si comporta”.
Bene. Con questa storia, state sicuri, parteciperete alla maggior parte dei concorsi per cortometraggi italiani (e ne sono tanti, eh?)
Soprattutto se ci mettete, ovviamente, un po’ di soldi per una bella fotografia e qualche attore famoso.

Non avete soldi? La storia di sopra vi sembra retorica e banale?
Prima di tutto, permettetemi, ma non capite nulla del circuito festivaliero italiano.
Dopodiché provate a dare un’occhiata a Un pazzo indietro (quarto livello: gli alternativi del piffero).

*inesperti dei festival italiani

Poi dice che non è vero che la risposta più semplice è quella giusta!
Tanti anni di studi per cercare di capire perché ‘sto meridione d’Italia è tristemente – ma storicamente – arretrato rispetto al nord, e alla fine un cervellone britannico ha spiazzato tutti: «A’ ragà… ma è logico: è che al sud so’ meno intelligenti!» (le parole precise di tale dichiarazione potrebbero non coincidere con quelle appena scritte).

Il succo è questo: se il mezzogiorno è meno sviluppato è principalmente per il minore QI, ma anche perché si studia di meno, la qualità del cibo è scadente, ci si prende meno cura dei figli e, udite udite, “almeno dal 1400 il Meridione non partorisce figure di spicco nelle arti e nella politica”. E allora, scusate, ma da meridionale non posso non arrabbiarmi. Ma come si permette?, dico io! Con quali basi e quali criteri scientifici ‘sto tizio, per farsi un po’ di pubblicità, viene a dire che da noi non si mangia bene? Cibo scadente a chi?

Non finisce qui: secondo il ricercatore, questa inferiorità nel quoziente intellettivo è dovuta alla mescolanza genetica con popoli del Medio Oriente e del Nord Africa. Ah… quante braccia levate al nazionalsocialismo!
Com’è ovvio che sia, gran parte della comunità scientifica (e non solo) si è mossa contro questa assurda ricerca. C’è chi ha metodicamente ricordato i vari premi Nobel italiani meridionali; c’è chi ha scientificamente evidenziato nella ricerca “gravi limiti teorici, metodologici e psicometrici”, e chi, diplomaticamente, l’ha definita “una cavolata”. Si tratta di Laboccetta, deputato del Pdl (“napoletano doc”, scrivono su Repubblica.it), che ha aggiunto «sono pronto a offrire a questo signore un soggiorno gratuito nelle regioni meridionali  per rendersi conto di persona di quello che dice».

E ma allora lo vedete che siamo cretini? Ma come, uno ci butta merda addosso, e noi gli offriamo una vacanza?