Posts contrassegnato dai tag ‘costituzione’

Carmelo aveva dodici anni quando vide per la prima volta Calogero, suo padre, consegnare mesto due buste colme di soldi a un paio di gentiluomini della provincia.
Quando gli chiese il perché, Calogero gli rispose “tu piccolo sei, non puoi capire”.

Ma Carmelo a vent’anni ancora non capiva, e allora tornò da suo padre Calogero per chiederglielo di nuovo il perché.
Perché – rispose il padre – se non li diamo a loro li dobbiamo dare a qualcun altro. Tu sei giovane, non puoi capire.

Carmelo a venticinque anni si pigliò la laurea in legge con centodieci e lode. Era contento.
Per lui era contento, sì, ma non per l’amico Nicuccio. Egli aveva infatti scritto la tesi tutto da solo, facendo ricerche complesse e difficoltose. Ma alla fine la tesi era stata firmata da lui e dal cocco del professore.
Ma perché non ti ribellasti? chiese Carmelo a Nicuccio. Ci sono delle leggi che bisogna rispettare!
Eh… ribbellasti! Ma che ti credi che sono stato contento di come sono andate le cose? Ma tanto il figlioccio del professore se non usava la mia, un’altra tesi trovava… rispose Nicuccio.

(altro…)

Annunci

Propaganda elettorale Vota Provenzano

Propaganda elettorale Vota Provenzano

L’uomo vive immerso in un universo simbolico.
Ha bisogno di simboli: rendono più facile la classificazione di ciò che ci circonda.
Lo ha ben capito chi si è appropriato di quelli di maggiore connotazione positiva.
Ma che sto a di’?

Mi spiego meglio.

Vidi qualche tempo fa un documentario, Vota Provenzano, in cui provocatoriamente il regista andò girando per l’Italia, durante la campagna elettorale, facendo comizi per far eleggere il boss mafioso.
Il regista preparò anche i manifesti elettorali: un Provenzano sorridente su sfondo azzurro con tricolore annesso.
Ebbene, uno dei politici che durante il documentario contestano questa iniziativa, dice espressamente che loro stanno prendendo in giro Forza Italia, lo si vede dai manifesti. Perché?

Perché, per l’appunto, Berlusconi si è appropriato dei simboli di valore positivo: il tricolore è di destra. La costituzione è di sinistra, quindi fuorimoda.
L’azzurro, simbolo della serenità socio-politica, è di destra.
Il rosso, simbolo di fermento culturale, è di sinistra… impregnato d’ingenuità giovanile e di ideologia sorpassata.
E potremmo andare avanti ancora, ma rischerei di plagiare Gaber.

Bisogna ammetterlo, torno a ripeterlo, che ci sono riusciti.
In un paese votato al populismo e agli stilisti, un pensiero come quello dei rossi non fa più trand.
E torno a ripetere pure che la colpa è della sinistra.

Amiamo i nostri vestiti, nessuno potrà mai levarceli.
Un giorno ci siamo giurati che sarebbero stati gli unici.

Perché? Se butto la mia vecchia giacca non cambio identità.
Mi rendo identificabile da un mondo che la giacca non l’ha mai indossata.