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Anche se non ho mai seguito per bene South Park non ho avuto il tempo di vederlo – ho sempre nutrito una fiduciosa stima per il cartoon di Stone e Parker, nonostante alcune divergenze di pensiero (scrissi già di quanto non fossi d’accordo su cosa pensavano i due della serie I Griffin).

Personalmente, non ci sono rimasto così male per la gaffe della parodia di Inception (per errore hanno copiato battute da un’altra parodia, fatta da CollegeHumor); ma quando, scusandosi per la brutta figura, i creatori hanno sottolineato “non abbiamo avuto tempo di vedere Inception”.

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Finalmente l’ho visto. Non è stato facile aspettare sino al lunedì (ma capitemi, il lunedì i biglietti sono scontati).
Non è stato facile. Ma l’ho visto.
Nonostante la folla di tamarri, fuori al cinema, venuta ad urlare per il concerto di Gigi Finizio.
Nonostante la folla di tamarri, dentro al cinema, che per una decina di volte ha gridato “ma quel furgone sta ancora cadendo?” (solo se hai visto il film, e se non sei uno di quei tamarri, potrai capire.)

Si potrebbe fare una tesina su Inception, per le tante cose da dire.
Come scrive Luotto Preminger su I 400 Calci:

Inception: e anche il tuo professore di teoria del cinema dirà: “Un’altra tesina su Inception?!”

Inception è l’anello di congiunzione tra il Nolan serio e il Nolan dei filmoni sull’uomo pipistrello (tutt’e due registi con le palle, fra l’altro).
C’è il tema del sogno, certo, e solo su questo si potrebbe riempire un paio di post di DigiBlues. Ma ci sono anche le tematiche tipiche nolaniane.

C’è un protagonista con un senso di colpa;  una donna amata, morta; c’è un film enigmistico ad alta ingegneria dove tutto ti viene fatto capire a poco a poco.
La convenzione del tempo viene ancora una volta scardinata, raccontando una storia che si svolge nello stesso momento in tre piani dimensionali, in ognuno dei quali il tempo scorre in modo diverso.

Ma stavolta Nolan ha voluto fare lo sborone. Oltre a giocare col tempo, ma sì!, ha decostruito anche le convenzioni dello spazio.
A questo proposito, mi sembra figo far notare che il film si fregia di un paio di riuscite citazioni ad Escher.

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