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Anche se non ho mai seguito per bene South Park non ho avuto il tempo di vederlo – ho sempre nutrito una fiduciosa stima per il cartoon di Stone e Parker, nonostante alcune divergenze di pensiero (scrissi già di quanto non fossi d’accordo su cosa pensavano i due della serie I Griffin).

Personalmente, non ci sono rimasto così male per la gaffe della parodia di Inception (per errore hanno copiato battute da un’altra parodia, fatta da CollegeHumor); ma quando, scusandosi per la brutta figura, i creatori hanno sottolineato “non abbiamo avuto tempo di vedere Inception”.

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Non ci sono santi.
In America se un regista sgarra un paio di film, non ci si mette troppo tempo a declassarlo da “cineasta da lodare” a “scemo della festa”.

Succede che M. Night Shyamalan, all’apice della carriera con The Village (che qualche testo di sociologia dei processi culturali pone come materia di studio per ragionare sul concetto di “villaggio” nel cinema), inizia a sbagliare tutti i suoi film. Lady in the water, E venne il giorno, e ora anche L’ultimo dominatore dell’aria (che di Shyamalan non ha niente, oltre che la voglia di facili incassi). La sua popolarità scende a livelli desolanti. La critica gli volta le spalle; il pubblico invece preferisce guardarlo negli occhi mentre affonda.

Succede che il regista, per la prima volta, abbia voluto fare da produttore per un film non suo. Di suo c’è solo l’idea alla base.
Succede anche che in un cinema statunitense propongano il trailer di questo film, The devil, e che gli spettatori sembrino abbastanza interessati.
Succede, ancora, che su youtube si sono potute osservare le divertenti reazioni del pubblico quando è arrivata la didascalia “da un’idea di M. Night Shyamalan”. Giubilo e pernacchie. Ora quei video sono stati passati al setaccio, e non ne è rimasta traccia. Peccato.
Succede infine che  l’ex maestro dell’inquietudine, con una inquietante autoironia, abbia cercato di farsi da solo la parodia di quel trailer. Non sa più cosa inventarsi per risalire a galla. Non ce la fa. Resta ancora in fondo.

Tanto che su internet gira un video – stavolta divertente – che piglia elegantemente per il culo il regista, e il suo inarrestabile collasso.

Ora: pensate se anche il pubblico italiano reagisse così ai nostri registi che abbiano sbagliato l’ultimo paio di film.

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