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Oggi, chi non ha i soldi per buttarsi nella moda dei remake, può sempre accontentarsi di rifare le locandine. Che spesso quelli delle locandine sono anche più fantasiosi. Tipo questo Matt Chase, che ha rifatto una serie di poster di film famosi. Il mio preferito, e giuro non per campanilismo, è quello di 8 e ½.

Parlai già di un altro bravissimo ri-locandiniere, che è Olly Moss. Qui sotto ecco come hanno rivisitato la locadina dell’ultimo film di Tarantino i due designer (quello di Moss è il secondo).

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È successo che Tarantino, col suo ultimo e riuscitissimo film, abbia ancora una volta omaggiato il cinema italiano. Bastardi senza gloria si rifà, nella trama e nel titolo, al nostrano Quel maledetto treno blindato, che nella versione americana uscì col titolo The Inglorious Bastards. A Tarantino è bastato aggiungere una “u” e modificare “bastards” in “bestards” per omaggiare e allo stesso tempo prendere le distanze dal film di Enzo G. Castellari.

È successo che Castellari ha realizzato un nuovo film, Caribbean Basterds, restituendo nel titolo l’omaggio a Tarantino. Tra l’altro, uno dei personaggi del film porta proprio il cognome del regista de Le Iene. Che sia uno scambio di simpatie, o che Castellari abbia voluto approfittare della sua nuova popolarità dovuta a Quentin, lo decidano l’esperienza e la malizia del lettore.

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Backstage, interviste e curiosità. Sempre più ad attirare i portafogli dei cinevori – fra i quali mi fregio di appartenere – sono i contenuti speciali presenti nei dvd dei film. Non solo devono essere molti (spesso per giustificare l’edizione in 2 o più dvd), ma devono anche scorrere piacevolmente, in modo che la loro lunghezza non spaventi piuttosto che invogliare all’acquisto. Una bella sfida, che non tutti riescono a vincere. Ce l’ha fatta, a mio parere, chi ha curato i contenuti della doppia edizione di Bastardi Senza Gloria, l’ultimo lavoro di Tarantino.

I contenuti sono dinamici, divertenti, scorrevoli… proprio come il film. Come lavora il regista americano lo capiamo dalle varie interviste (simili a tranquille chiacchierate fra amici) e agli altri contenuti speciali: piccoli pezzi di vita del set che mostrano la follia della troupe tarantiniana. Ciò suggerisce che per avere dei contenuti così fuori di testa – come il finto backstage del film nel film (lo so, è difficile capire) o come il contenuto Ciao Sally – è necessario un cast fuori di testa.
Ma ci fa anche capire quanto il tradizionale backstage sia out: non va più di moda. I contenuti sono resi più appetibili; contano sempre in misura maggiore per le aziende di home video, e non sono più una serie di materiale in più, confezionato per non correre il rischio di doverlo buttare.

Altra cosa fuorimoda: i commenti audio.

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