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Torno di nuovo a dire la mia sulla questione dei Griffin, serie animata dall’umorismo fascistoide secondo Daniele Luttazzi. E torno a scriverne alla luce di due “interventi” sul tema, diversi per forma e contenuto (in realtà, entrambi risalenti almeno a un anno fa, ma li ho scoperti solo adesso).

Il primo è una puntata della decima stagione di South Park che parodizza i Griffin, l’altro un interessante post trovato per caso nella rete. Siccome l’argomento è lungo, mi riservo di parlare di South Park successivamente, e per ora mi rifaccio solo al post trovato online.
L’autore, Sdrammaturgo, ci tiene prima di tutto a sottolineare la propria stima per Luttazzi (e sottoscrivo, come ho già fatto in precedenza). Subito dopo però critica un suo certo modo di fare da quando è diventato autore de La palestra, rubrica di satira sul suo blog.

Luttazzi infatti non si limita a dare suggerimenti da esperto e professionista del settore, ma è stato colto da quella che io chiamo la sindrome del professore: si è messo infatti a stabilire cosa è satira buona, cosa è satira cattiva, quali sono le battute giuste, quali sono le battute sbagliate, sulla base di principii che, seppur frutto di esperienza, studio ed argomentazione, non possono che risultare del tutto arbitrari e personali, ma che vengono ammantati da un pericoloso carattere di assolutezza ed inoppugnabilità.

L’articolo è lunghetto, e continua con parecchi altri spunti interessanti in difesa di Seth MacFarlane, e riferendosi anche nello specifico alla famosa gag su Anna Frank, la prima ad essere criticata dal comico satirico.

Luttazzi dimostra di non aver compreso per niente la gag in sé. Se la analizziamo, infatti, notiamo come il risultato non sia un’accresciuta simpatia per i nazisti ed uno sfottò nei confronti della povera Anne: il carnefice resta carnefice, la vittima resta vittima ed anzi viene aggiunto un carnefice in più: Peter Griffin, l’esponente della classe media non solo americana, ma di ogni tempo ed ogni luogo, egoista, stupido ed indifferente; uno di quegli indifferenti grazie ai quali i totalitarismi sono nati e cresciuti. Ed è quel tipo di soggetto sociale che viene condannato, benché con l’arma della risata.

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Seduti al tavolo di un ristorante, la nuova ragazza di Chris parla dei suoi genitori. “Mio padre è un contabile, e mia madre è l’ex governatrice dell’Alaska”. Piccolo particolare: la ragazza è down.

Si tratta della puntata dei Griffin andata in onda in America una settimana fa, nel giorno di San Valentino. Ha scatenato un polverone per l’allusione per niente velata a Trig, figlio della vera ex governatrice dell’Alaska, realmente affetto da questa sindrome. A scatenarlo, è stata la stessa Palin, che ha lasciato su facebook un post che esprimesse la sua delusione per quei “fessi senza cuore” dei creatori di Family Guy.
I Griffin è un cartone animato irriverente ed esilarante (per chi ama un certo tipo di comicità fra il satirico e il demenziale); a differenza dei Simpson, che pure sono stati i progenitori di tutte le serie animate di questo tipo, i Griffin non lasciano spazio a moralismi. Cinici, spietati, non hanno scrupoli nel prendersi gioco di tutto e tutti, e questo potrebbe essere considerato un attenuante: non fanno eccezione per nessuno. Le varie gag prendono di mira politici, pedofili, vip, disabili, adolescenti in crisi esistenziale, uomini poco cresciuti, presidenti americani (ad libitum)…

Personalmente, la pausa Griffin dopo pranzo, quando posso, me la prendo. Li trovo di una comicità sconquassante, e rido di gusto per almeno una delle gag che si rincorrono in ogni puntata. Ma riderei così se avessi un figlio down preso in giro in televisione? Una risposta pro Griffin arriva dalla stessa attrice che ha doppiato la battuta clamorosa. Si chiama Andrea Fay Friedman, anche lei down, che reputa la Palin senza umorismo. “Nella mia famiglia abbiamo sempre pensato che ridere fosse un bene. I miei genitori mi hanno insegnato ad avere senso dell’umorismo e a vivere una vita normale. Mia madre non mi ha mai portato in giro sotto il braccio, come i francesi portano il pane, coma fa Palin con il figlio Trig per conquistarsi simpatie e voti. Devo dire la verità, quello che è successo è abbastanza spiacevole”.

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