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Propaganda elettorale Vota Provenzano

Propaganda elettorale Vota Provenzano

L’uomo vive immerso in un universo simbolico.
Ha bisogno di simboli: rendono più facile la classificazione di ciò che ci circonda.
Lo ha ben capito chi si è appropriato di quelli di maggiore connotazione positiva.
Ma che sto a di’?

Mi spiego meglio.

Vidi qualche tempo fa un documentario, Vota Provenzano, in cui provocatoriamente il regista andò girando per l’Italia, durante la campagna elettorale, facendo comizi per far eleggere il boss mafioso.
Il regista preparò anche i manifesti elettorali: un Provenzano sorridente su sfondo azzurro con tricolore annesso.
Ebbene, uno dei politici che durante il documentario contestano questa iniziativa, dice espressamente che loro stanno prendendo in giro Forza Italia, lo si vede dai manifesti. Perché?

Perché, per l’appunto, Berlusconi si è appropriato dei simboli di valore positivo: il tricolore è di destra. La costituzione è di sinistra, quindi fuorimoda.
L’azzurro, simbolo della serenità socio-politica, è di destra.
Il rosso, simbolo di fermento culturale, è di sinistra… impregnato d’ingenuità giovanile e di ideologia sorpassata.
E potremmo andare avanti ancora, ma rischerei di plagiare Gaber.

Bisogna ammetterlo, torno a ripeterlo, che ci sono riusciti.
In un paese votato al populismo e agli stilisti, un pensiero come quello dei rossi non fa più trand.
E torno a ripetere pure che la colpa è della sinistra.

Amiamo i nostri vestiti, nessuno potrà mai levarceli.
Un giorno ci siamo giurati che sarebbero stati gli unici.

Perché? Se butto la mia vecchia giacca non cambio identità.
Mi rendo identificabile da un mondo che la giacca non l’ha mai indossata.

Tutto sbagliato

Pubblicato: 24 settembre 2009 in Uncategorized
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È evidente, si sta sbagliando tutto.

Ed è evidente quando chi parla di politica è bollato come palloso.
È evidente quando chi sostiene Emergency è comunista. E chi è comunista è, di nuovo, palloso.

Si sta sbagliando tutto. La sinistra sta sbagliando troppo.

Gli altri fanno politica senza parlare di politica. Il trucco è questo… così ovvio!
Se non riusciamo a pisciare all’interno della tazza non è perché non ci vediamo. Bisogna prima alzare il corpiwater.

Scrollarsi di dosso gli stereotipi non è rinnegare il passato: è aggiornarsi. Evolversi. Uscire fuori dagli schemi.
Svincolarsi dalle convinzioni, dalle pose, dalle posizioni.
Perché diciamoci la verità… le posizioni conquistate, al momento, sono tutte a 90 gradi.