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Tg1 vs TgLa7

Pubblicato: 3 novembre 2010 in Giornalismo, TV
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Augusto Minzolini a braccia conserte

Una delle piccole differenze tra il tg di Mentana e quello di Minzolini:

Ieri, nel dare la notizia dell’ultima triste uscita di Berlusconi, il direttore del TgLa7 ha sottolineato la bufera nata attorno alla battuta offensiva sui gay. Al Tg1 si è annunciato il servizio sull’argomento dicendo velocemente – testuali parole – “… ma non manca l’ironia”.

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Stasera al Tg1 si parlava del grande accanimento mediatico attorno al caso di Sarah Scazzi.
A tal proposito si annunciava la decisione di non inviare più i giornalisti fuori casa Messeri, per distendere un po’ l’alone di morbosità creatasi attorno al caso.

Subito dopo la giornalista, con energico sprint, ha rassicurato gli spettatori – continueremo a parlare di questo caso tutt’altro che chiuso – per poi invitarli a rispondere al sondaggio sul sito del telegiornale.
Qual è la domanda del sondaggio?
«Il dramma di Sarah, perché è così seguito?»

Appena si seppe della notizia dell’ormai celebre video che smaschera i plagi di Luttazzi avevo pensato di scriverci qualcosa. Poi ognuno ha detto la sua, il video ha fatto il giro del web, e mi sembrava superfluo aggiungere altro. Fra l’altro dopo i due post sul suo rapporto coi Griffin (qui e qui) poteva sembrare che io ce l’avessi col comico quando, almeno fino a poco fa, lo stimavo profondamente. Ma una riflessione (di cui pure qualcuno avrà probabilmente già scritto) bisogna farla: al popolo del web non si sfugge. Una dei pregi di internet, e della sua interattività, e proprio questo: se dici  una sciocchezza sta sicuro che prima o poi la cybergiustizia ti becca. Anche se la sciocchezza la dici su un altro mezzo, giornale o televisione che sia. Il caso di Luttazzi, smascherato dagli stessi ammiratori, è esemplare.

Ma esemplare è anche il mettere alla gogna l’orwelliana manipolazione che il tg1 (e non solo lui) ha fatto per la notizia dei sette anni di carcere a Dell’Utri. Chi è abituato alla ricezione passiva della tv, si è subito il servizio e stop. Su internet no. Su internet queste cose subdole si notano e si fanno notare. Anzi, a volte il gioco tende a degenerare: lo sbugiardare crea una sorta di goduria intellettuale, tanto che a volte si esagera diffondendo notizie nemmeno accertate per il solo fatto che sembrano rivelare cose taciute dai tg ufficiali (due casi per tutti: l’emendamento D’Alia, e il recente emendamento 1707, che ancora circolano indisturbati nel web).

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Ma solo io trovo paradossale che il massimo esponente culturale del tg1 dedichi la rubrica settimanale al film di Checco Zalone?

Signor Vincenzo Mollica,

mi chiedo ancora come sia possibile.
Le è stato chiesto (o lo avrà fatto di sua iniziativa, non so) di fare un servizio sulla sorprendente notizia di un sequel per il film Chi ha incastrato Roger Rabbit. E lei come adempie a questo compito? Incentrandolo tutto su quanto è gnocca Jessica Rabbit; realizzando, più che un servizio profondo, un servizio pro fondoschiena.

Da grande ammiratore del film, e del regista, speravo in un commento intenso da parte sua, e non quello che pare la nostalgica confessione di un depravato. Dalla sua rubrica sul tg1 mi aspetterei Cultura, con la “C” maiuscola. E non con le prime tre lettere in grassetto.