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Youtube esiste da soli cinque anni. E già da un’eternità.
Con la semplice ma geniale idea che caratterizza il web 2.0, quella di mettere qualcosa a disposizione di tutti (in questo caso, video da vedere e far vedere), ha rinnovato e rivoluzionato vari aspetti della vita quotidiana, caratterizzando quella da qualcuno chiamata la “YouTube generation”.

Il sito ha anche creato nuovi hobby e professioni (legali o meno): una sequenza che ha fatto scalpore in televisione, o su qualche videogiornale, lo si ritrova subito su youtube. Diventa facilissimo rivedere i primi film della storia del cinema, o parti famose di serie tv, se non addirittura interi film spezzettati… C’è chi lo usa come nuovo e libero canale per la pubblicità, e chi lo usa per prostituirsi. Chi per insegnare a fare qualcosa (i VideoTutorials), e chi semplicemente lo usa per far passare un pezzo audio, fregandosene francamente della natura video del canale. Ma c’è un passatempo in particolare che mi colpisce, e che trovo ridicolo. Con youtube sono nate delle nuove specie di montatori.

Da qualche tempo c’è una cerchia di persone che si diverte a creare dei videoclip a canzoni famose. Ma sarebbe più corretto dire che creano delle gallerie fotografiche, seguendo fedelmente i testi.
Mi spiego meglio: se la canzone dice “Il cielo si fa nero quando te ne vai”, il video mostra la foto di un bel cielo, poi quella – per esempio – dell’inchiostro nero, e poi quella di una donna che esce di casa. Esegetico!

Ovviamente il rischio (quasi sempre concreto) di questa fedeltà ai testi delle canzoni, è proprio quello di sconvolgerne il senso. Se per esempio il cantante parla di luna di miele, il video farà vedere prima la foto di una luna, poi quella di un barattolo di miele. E tutto ciò mi fa ricordare Vincenzo Salemme in una delle sue commedie più famose, coi suoi tentativi tarocchi di spiegare a gesti un concetto al notaio Casagrande.
Non oso immaginare come mimerebbe la parola “montatori”.

Parto…

Pubblicato: 11 marzo 2010 in musica, video
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Sperando che in Africa non mi diano del terrone.

Nel frattempo, guardate che hanno combinato questi squinternati degli Ok Go:

…riguardo al post su Lost.

Fosse ancora vivo, avrebbe compiuto 70 anni una settimana fa.

Sempre più sono le manifestazioni organizzate in onore di Fabrizio de André. La sua morte ha aperto un nuovo nauseabondo mercato, in cui il crinale fra l’ammiratore sincero e il cinico approfittatore è spesso solo un pretesto. Ma fra tutti, c’è un evento che mi sembra di particolare interesse (e non solo il solo a pensarlo): una mostra al museo dell’Ara Pacis che inizia da oggi e dura fino al 30 maggio.

Qui il video di presentazione.